FAQ

Aggiornamenti sull\\\'ospedale, i pazienti e altro ancora…

  • Sarebbe bello avere una panoramica su come stiano andando le cose in Burkina Faso - quanti soldi siete riusciti a raccogliere per "l'ospedale del piacere" e quanto è vicina la sua costruzione?
    Ad oggi, 1 settembre 2010, abbiamo raccolto 217.000 US$
    La costruzione dell'ospedale è quasi completa; stiamo cercando ulteriori fondi per per terminarlo. La maggior parte dell'attrezzatura è stata donata da istituzioni mediche australiane, perciò speriamo di poter cominciare a operare presto le prime pazienti.
  • Quante persone vi aspettate di trattare, e siete riusciti a reclutare da quelle parti dei bravi dottori e chirurghi in grado di eseguire la riparazione chirurgica del clitoride (presumendo che verrà effettuata in quel luogo)?
    La nostra attuale lista d'attesa in Burkina Faso ha più di 300 pazienti. La dott.ssa Bowers che si trova in Colorado, e che in questo momento è il nostro chirurgo di riferimento, è davvero impaziente d'istruire quei dottori in Burkina Faso che potranno svolgere il lavoro sul posto. Il nostro obiettivo è di offrire gratuitamente questo intervento. L'attuale costo in Burkina Faso per questa operazione è tra i 300$ e i 500$, pari a 1-2 anni di salario per le pazienti. La dott.ssa Bowers non vede l'ora di condividere questi metodi chirurgici con i dottori africani che già praticano la tecnica chirurgica del dott. Foldes ma potrebbero non essere stati sottoposti a formazione diretta (la dott.ssa Bowers è stata istruita dal dott. Foldes in due occasioni). Speriamo di formare dei dottori provenienti anche da altri Paesi, quali Kenya, Egitto (dove c è un grande numero di MGF) e persino Sud Africa, dove la MGF non è praticata ma dove molte vittime migrano per motivi economici. Il nostro ospedale sarà una base di formazione per questi dottori.
    C'è anche un dottore del Regno Unito, il dott. John Reid, che ha già partecipato a delle sessioni formative con il dott. Foldes e che è stato profondamente coinvolto nella realizzazione del progetto dell'ospedale in Burkina. Il dott. Reid dovrebbe presto finire la sua seconda sessione di formazione e si recherà in Burkina Faso per lavorare a fianco della dott.ssa Bowers quando l'ospedale sarà operativo.
    Inoltre, abbiamo un dottore dalle Filippine, il dott. Espedilla, che è stato istruito dalla dott.ssa Bowers nel febbraio di quest'anno e che ha in programma di recarsi in Burkina per offrire il proprio aiuto negli interventi.
    Tutti saranno volontari in Burkina Faso insieme ad altri dottori che ci si aspetta saranno formati al momento dell'apertura.
  • Che tipo di sostegno viene dato alle donne in Africa che ricevono questo trattamento?
    La nostra corrispondente locale ClitorAid, Benemanie Traore, ha creato una associazione chiamata AVFE per accogliere le donne che desiderano essere operate e dare loro tutto il supporto necessario. È stata ella stessa vittima di MGF e si è sottoposta a intervento chirurgico sia in Burkina Faso sia una seconda volta a Parigi, con il dott. Foldes, per completare la prima operazione. Il suo personale di volontari è composto da vittime di MGF, molte di loro hanno usufruito della tecnica di riparazione e sono quindi le persone ideali per poter assistere le donne attraverso il loro processo. Benemanie è anche un vescovo raeliano: la filosofia raeliana è completamente priva di tabù riguardo al piacere. Il suo stato d'animo sarà un sostegno incalcolabile per le pazienti di MGF che hanno sofferto anni di dolorosa repressione sessuale, tanto fisicamente quanto mentalmente. Abbiamo anche delle infermiere negli Stati Uniti che sono state vittime di MGF durante la loro infanzia in Africa e che si sono recentemente sottoposte a intervento chirurgico con la dott.ssa Bowers in Colorado. Esse desiderano fare del volontariato in Burkina. "Restituire il favore", come esse dicono. Le strutture dell'ospedale includeranno anche delle aree di recupero, in modo che le donne che sono state operate possano soggiornarvi e ristabilirsi prima di tornare alle loro case.

  • E per aiutarle a reintegrarsi nelle loro comunità locali (molte delle quali immagino siano piuttosto contrarie a quanto state facendo, purtroppo)?
    Le donne che vengono da noi, lo fanno di propria volontà. Tutte loro hanno aspettato anche decenni alla ricerca di una soluzione per la loro mutilazione. Sono indifferenti rispetto a quanto le loro comunità possono pensare. Vogliono solo una cosa, essere ancora una volta normali, essere complete, recuperare la propria dignità e soprattutto la sensazione del piacere. In Burkina Faso, le vittime possono venire accompagnate dal marito o le ragazze dai genitori che hanno sentito le buone notizie su questa tecnica chirurgica.
    L'intervento chirurgico per alcune pazienti è anzitutto un modo per essere libere dal dolore che hanno provato quotidianamente in seguito alle complicazioni della MGF, quali infezioni alla vescica, dolore durante il rapporto sessuale, durante il parto, ecc… Molte donne soffrono di questi dolori in silenzio, perché pensano che siano state condannate a subirlo.
    La chirurgia tuttavia fa di più che liberare le pazienti dal dolore, le aiuterà a recuperare il proprio piacere sessuale, permettendo alla loro autostima di sbocciare e alla loro relazione affettiva di crescere.
    Presso ClitorAid abbiamo anche un consulente volontario sui traumi sessuali, il dott. Ashley, che aiuta le nostre pazienti a superare la difficoltà di cancellare l'enorme trauma che hanno vissuto da bambine durante la MGF. Una terapia per aiutarle a riadattarsi alla loro comunità non viene quasi mai menzionata dalle pazienti, perché è qualcosa che le preoccupa solo minimamente.
  • Ci sono casi di donne che siano state trattate con successo e abbiano fatto ritorno alle loro comunità?
    All'inizio, quattro donne del Burkina Faso sono state operate con l'aiuto di ClitorAid per verificare la validità della tecnica del dott. Foldes. Tutte e quattro non solo si sono completamente ristabilite, ma sono all'origine dell'associazione AVFE e ora promuovono questa iniziativa nella loro comunità, recandosi presso le organizzazioni delle donne e le scuole per dare speranza a tutte quelle che soffrono. L'ospedale è costruito su un terreno che è stato donato dal capo del villaggio affinché le ragazze del posto possano esservi operate, un chiaro esempio dell'accettazione da parte della comunità. La comunità del Burkina Faso si sta evolvendo positivamente e abbiamo il pieno sostegno del Governo. Se tutto va bene, presto coloro che ancor oggi praticano la mutilazione smetteranno di compiere questa barbarie, sapendo che non ha più senso continuare a farlo. Siamo consapevoli che altre comunità come in Egitto e in Somalia non sono ancora pronte ad accoglierci nello stesso modo e richiederanno maggiore cautela. Una volta che la struttura in Burkina sarà in grado di operare autonomamente, probabilmente espanderemo le nostre attività in tali Paesi, dopo aver consultato le associazioni delle donne che ci hanno già avvicinato. Quanto alle donne che sono state operate negli US, molte di loro non vogliono che ciò si sappia all'interno della loro comunità. Vogliono solo essere come ogni altra donna del mondo occidentale ed è in un certo senso il loro modo di distaccarsi dalla propria comunità. Tutte loro esprimono un sentimento di libertà dopo l'intervento, la sensazione di tagliare con il proprio passato.

    Abbiamo anche nel nostro organico di volontari, degli psicologi che sotto la supervisione del dott. Ashley dell'università del Nevada e del dott. Blais dell'Università del Quebec, stanno lavorando per realizzare un questionario che raccoglierà dati per accertare in modo scientifico l'effettivo impatto di queste operazioni. Tale studio richiederà tre anni di acquisizione di dati e sarà pubblicato appena completato. Siamo impazienti di condividere questi dati con i membri dell'International Society for Traumatic Stress Studies (ISTSS) di cui il dott. Ashley è un membro distinto.
  • Ci sono alcuni casi andati male, che hanno evidenziato le difficoltà culturali che affrontate in questi ambienti?
    Casi andati male? Il mondo Occidentale sembra non capire l'ansia con cui queste donne si rivolgono a noi. Tuttavia, il periodo di convalescenza è cruciale e le pazienti non sempre comprendono la parte attiva che devono giocare per recuperare le sensazioni di piacere. L'area del clitoride, proprio come ogni altra parte del corpo che sia stata mutilata e riparata, richiede una terapia fisica. Nel caso di un organo come il clitoride, terapia fisica significa masturbazione. Viene fornito un corso di terapia sessuale a ogni paziente sotto la guida della dott.ssa Betty Dodson, terapista sessuale. La difficoltà culturale delle pazienti è quella di superare i propri tabù sessuali e accettare le possibilità che offre il proprio corpo di provare del piacere. Circa la metà dei volontari di ClitorAid sono e vivono la filosofia raeliana e il loro atteggiamento positivo verso il piacere è benefico per le pazienti. Naturalmente, i professionisti volontari di ClitorAid sono qui per guidarle in ogni passo del loro cammino.

    Parlando di difficoltà culturali, un gruppo di donne è degno di nota: giovani vittime di MGF diciamo dai 16 ai 22 anni, che sono post puberali, che capiscono che sono circoncise, a volte con la loro apertura vaginale chiusa con cucitura. Sono terrificate, disprezzano la loro condizione, il loro corpo, e sono terribilmente spaventate del loro primo rapporto sessuale dopo il matrimonio. Il nostro personale ClitorAid sono le prime persone cui hanno mai parlato della loro storia e le loro paure. Non sono autorizzate ad andare presso un ginecologo e, naturalmente, non hanno l'approvazione dei loro genitori per sottoporsi all'intervento chirurgico, sebbene sia il loro più grande sogno. Il problema qui naturalmente non è nell'aiutarle a integrarsi nella propria comunità, ma salvare queste giovani donne dal dolore che la propria comunità sta infliggendo loro.
  • Quante donne sono state trattate nei Paesi in via di sviluppo, e che percentuale di successo state ottenendo?
    La dott.ssa Browers, nostro chirurgo capo, opera in Colorado e presto si trasferirà a San Francisco, in California. Non abbiamo ancora eseguito alcuna operazione nei Paesi in via di sviluppo. Le donne operate finora sono venute da noi. Speriamo sinceramente di avere presto i fondi necessari per aprire l'ospedale in Burkina nel 2011.
  • Avete avuto alcuni problemi con la popolazione locale scontenta del nome "ospedale del piacere". Secondo voi perché succede questo e che tipo di gente vi critica laggiù? Avete dato risposta alle loro preoccupazioni?
    Infatti, in Africa (forse anche più che nel resto del mondo) molte persone si vergognano di parlare di sesso e questo tabù senza dubbio favorisce l'escissione in alcune zone del Paese. Il Direttore Generale della Sanità di Bobo Dioulasso ci ha fatto capire che non si può parlare di piacere riferendosi a un ospedale, perché tale struttura è fatta esclusivamente per alleviare il dolore. Ci siamo adattati cambiando il suo nome in "Kamkaso", ovvero "la casa delle donne Kamite". La nostra struttura medica allevierà senza dubbio il dolore e allo stesso tempo restituirà il piacere, anche se, purtroppo, il tabù sociale inibisce questa affermazione nell'ambiente medico.

    Da notare che ClitorAid è l'unica organizzazione di beneficenza al mondo che tratta chirurgicamente le vittime di MGF e restituisce loro il piacere sessuale. Nessun'altra organizzazione desidera offrire un tale servizio umanitario a causa dei tabù sessuali instillati dalle religioni arcaiche che le sostengono. ClitorAid è stata fondata dal Movimento Raeliano (www.rael.org) il quale spiega che la vita sulla Terra è stata creata scientificamente da esseri umani provenienti da un altro pianeta che sono stati scambiati per Dio. Il nostro corpo è il loro capolavoro e il piacere che proviamo ha uno scopo. Esso è essenziale per una vita sana poiché è parte di quel bilancio ormonale che essi hanno voluto per noi. È un approccio molto diverso dagli altri gruppi religiosi. Così, le pazienti che vengono presso ClitorAid, indipendentemente dalla loro religione o spiritualità, risentono immediatamente questo ambiente confortevole, rispettoso e privo di sensi di colpa in cui possono guarire.
  • Avete ricevuto dure critiche da parte di alcuni terapisti sessuali occidentali, come Petra Boynton, che avete descritto come una "campagna di infangamento" ma che hanno causato il ritiro di uno dei vostri sponsor. Da dove credete che che queste persone vengano? Cosa li spinge ad attaccarvi e come avete in mente di rispondere loro (se lo farete)?
    Le domande della dott.ssa Boynton circa la ricerca sociale sono interessanti e speriamo che possa trovare risposte alle proprie preoccupazioni.
    Tuttavia, è interessante notare che la sua prima preoccupazione e legata a colui che ha ispirato la nascita dell'associazione. Tutto è iniziato da qui e potremmo chiederci se il fatto che il Movimento Raeliano abbia avviato questo progetto sia effettivamente ciò che la disturba di più. Ha detto chiaramente che "bisogna anche stabilire se una qualsiasi organizzazione sia lì per fare del bene, per ottenere visibilità o per attuare una truffa". Siamo abituati a queste affermazioni insultanti in quanto siamo spesso coinvolti in argomenti controversi, ma ci sorprende vederle scritte da intellettuali che dovrebbero avere un atteggiamento più sensato. ClitorAid è un'organizzazione senza scopo di lucro registrata nel Nevada e tutte le sue attività finanziarie sono prontamente disponibili. Se lei ha dei dubbi, può facilmente visionare i resoconti finanziari che emettiamo regolarmente. Instillare il dubbio circa una possibile truffa non è affatto da intellettuali, costei dovrebbe informarsi prima di mettere in giro dei pettegolezzi. Sta insinuando che vogliamo promuovere il Movimento Raeliano attraverso questa attività. Probabilmente non si rende conto che solo il Movimento Raeliano potrebbe realizzarla, in quanto tutte le altre organizzazioni religiose non possono nemmeno parlare di un clitoride senza sentire il senso di colpa. Chi altri avrebbe potuto farlo oltre a noi, i Raeliani, che crediamo che una sana vita sessuale sia la chiave per una sana vita tutti insieme. In quanto ricercatrice sul sesso, dovrebbe riconoscere le nostre azioni innovatrici invece di cercare di rallentarci. Ma forse non avrebbe ottenuto altrettanta "visibilità" se avesse espresso il proprio sostegno a ClitorAid ;-)

    Ha anche affermato che "la ricerca contemporanea suggerisce che le procedure di ripristino sono inefficaci senza tenere in considerazione un più ampio insieme di fattori sociali e culturali". Se stessimo parlando della tradizione di rimuovere un occhio ai neonati, vi porreste la stessa domanda? Un organo è stato rimosso dal corpo di 150 milioni di persone, se una di loro viene da noi chiedendo che sia riparato e noi gli offriamo questa possibilità, in che modo questo influisce sulla comunità? L'unico effetto è che questa donna si sentirà di nuovo completa, non avrà più paura di vivere una vita sessuale e non avrà più dolore. Come può una tale sensazione influire negativamente sulla comunità? Perché stiamo discutendo anche il desiderio di una donna che vuole tornare alla normalità? Questi esseri umani sono stati mutilati e alcuni intellettuali dicono che dovrebbero rimanete mutilati per non disturbare la comunità? Quelli tra noi che ricevono queste richieste d'aiuto tutti i giorni sono allibiti nel leggere simili affermazioni.

    La dott.ssa Boynton si riferisce alle differenze sociali e culturali che renderebbero gli approcci di ClitorAid "inefficaci o forse controproducenti se applicati senza un'attenta considerazione e un conseguente adattamento, ottenibile attraverso lavoro collaborativo". ClitorAid è stata fondata in seguito al grido di aiuto di Benemanie, leader di ClitorAid nel Burkina Faso, che ha scoperto che esisteva la possibilità di riparare la mutilazione subita. Rael è venuto a conoscenza di ciò e ha chiesto a tutti i Raeliani di aiutare lei e le donne come lei nel Burkina Faso. E' stata avviata la raccolta di fondi in tutti i Paesi del mondo per dar vita a questa iniziativa, mentre Benemanie e il suo staff s'impegnavano a livello locale. Da allora, molti dottori nel Burkina stanno offrendo questo servizio, anche la clinica della prima donna operata, e tutti per una cifra di 500$, che è troppo per la maggior parte delle donne del posto (circa 2 anni di stipendio). Il nostro obiettivo è offrire il trattamento gratuitamente, e ci riusciremo. Come detto prima, l'intera comunità locale attende con ansia la costruzione dell'ospedale. Il Burkina Faso è un Paese molto avanzato e sta facendo strada. Siamo molto fieri di essere tra i pionieri che stanno invertendo il corso di questa tragedia che è la circoncisione femminile.
    Come nota a margine, l'azienda Good Vibrations continua a donare vibratori a ClitorAid per la riabilitazione sessuale delle nostre pazienti e, infatti, una paziente sottoposta a intervento da circa un mese in Colorado ci ha chiamato incredibilmente contenta solo pochi giorni fa… ha provato il suo primo orgasmo e non la smetteva di ringraziare la ditta Good Vibrations per questo magico strumento che ha potenziato l'intervento chirurgico della dott.ssa Bowers. Comprendiamo completamente le ragioni di Good Vibrations che ha dovuto cedere a "certe" pressioni per regioni economiche, ma continuiamo a intrattenere dei meravigliosi rapporti con questa azienda filantropica. Mese dopo mese, le loro generose donazioni di vibratori rendono il mondo diverso per le nostre pazienti.
    Così, mentre gli intellettuali con tutti gli organi genitali al loro posto criticano la nostra organizzazione, noi continuiamo in silenzio a ricostruire chirurgicamente le vittime di MGF e ad aiutarle a ritrovare la dignità umana. Presto, questo trattamento sarà maggiormente diffuso e largamente accettato, tanto che i Raeliani potranno dedicarsi al prossimo progetto per aiutare a liberare le persone intrappolate nei loro tabù religiosi. Ci assicureremo poi d'informare il "The Guardian", e questo spingerà i tanto ben intenzionati intellettuali a rimproverarci che non stiamo considerando l'effetto che avrà sulle comunità locali. Bene, stiamo considerando l'effetto sulle comunità locali ed è proprio per questo che lo facciamo, per assistere al loro miglioramento.

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