novembre 26 2010, Categorie: Misc
febbraio 15 2017, Categorie: Misc
LAS VEGAS, 6 febbraio - Il 6 febbraio, Giornata Internazionale della Tolleranza Zero per le vittime delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) promossa dalle Nazione Unite, l'organizzazione umanitaria Clitoraid farà recapitare alle sue pazienti convalescenti un vibratore Womanizer donato dal suo inventore, Mickael Linke.
"L’utilizzo di tale vibratore farà parte della terapia post-operatoria delle nostri pazienti dopo l'intervento di ricostruzione del clitoride", ha spiegato la portavoce di Clitoraid, Nadine Gary.

Ha inoltre dichiarato che i chirurghi volontari di Clitoraid, la Dr.ssa Marci Bowers e il Dr. Harold Henning, hanno operato con successo oltre 250 vittime di MGF dal 2009 a oggi.

"La chirurgia e la terapia post-operatoria hanno restituito loro la dignità di essere donne", ha detto la Gary, aggiungendo che la natura caritatevole e altruistica della sua organizzazione nasce dalla visione umanitaria di Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano.

"La sua filosofia, pacifica e atea, sostiene i diritti delle donne, compreso l'innato diritto al piacere sessuale", ha spiegato la Gary.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le MGF - note anche come mutilazioni genitali femminili - colpiscono oggi almeno 130 milioni di donne al mondo.

"Questa raccapricciante pratica consiste nel mutilare i genitali delle bambine, in particolare il clitoride", ha spiegato la Gary. "È di solito eseguita senza anestesia e realizzata al fine di negare loro il piacere sessuale. L'intento è quello di trasformare le donne in mogli caste, fedeli e sottomesse".

Ma i mariti non amano avere una moglie che ha subito le MGF, ha sottolineato la Gary.

"Migliaia di vittime si rivolgono a Clitoraid chiedendoci di restituire loro l’integrità del proprio corpo e di salvare il loro matrimonio", ha aggiunto.

Nel corso degli ultimi due decenni, la scienza ha fatto significativi passi avanti nella conoscenza anatomica dei genitali femminili.

"Per la prima volta nella storia, il clitoride è stato integralmente mappato, rivelandosi un organo molto più voluminoso di quanto si pensasse", ha spiegato la Gary. "Il glande visibile è solo la punta di un molto più vasto tessuto sensibile al piacere. Questo rende le mutilazioni genitali una condizione reversibile, tanto che il Dr. Pierre Foldes, rinomato urologo francese, ha messo a punto una rivoluzionaria tecnica chirurgica per coloro che ne sono state vittime".

La ricostruzione chirurgica del clitoride richiede anche una terapia post-operatoria, ha affermato la Gary.

"La tecnologia touchless del vibratore Womanizer aiuterà le nostri pazienti dopo l’intervento chirurgico a recuperare la capacità di provare sensazioni piacevoli senza irritare il tessuto del clitoride, come invece gli altri vibratori tendono a fare", ha dichiarato. "Michael Linke si è detto anche disposto a modificare la tecnologia del suo vibratore per adattarla ai bisogni delle nostre pazienti, una volta ascoltate le loro opinioni in merito".

Clitoraid sta progettando per il prossimo maggio una missione chirurgica umanitaria in Kenya.

"Ci sono lì oltre 50 pazienti vittime di MGF che sono in attesa di un intervento chirurgico", ha concluso la Gary. "Speriamo di poter inserire il dispositivo del Sig. Linke nel protocollo terapeutico post-operatorio di queste pazienti".
febbraio 06 2016, Categorie: Misc
LAS VEGAS, 6 febbraio - Clitoraid, un’organizzazione umanitaria internazionale con sede negli Stati Uniti il cui scopo è quello di fornire un intervento chirurgico di ricostruzione del clitoride alle vittime di mutilazioni genitali femminili (MGF), ha annunciato oggi l’inizio di una collaborazione in Gambia con la ONG Safe Hands for Girls.

"Mentre il mondo celebra la Giornata internazionale della Tolleranza Zero nei confronti delle MGF, siamo estremamente onorati che Jaha Dukureh, responsabile di Safe Hands for Girls, ci abbia chiesto di collaborare con la sua organizzazione", ha dichiarato Nadine Gary, direttrice delle comunicazioni per Clitoraid.

"Lavoreremo insieme per fornire assistenza medica alle vittime di MGF in Gambia, offrendo loro la possibilità di sottoporsi a un intervento per la ricostruzione chirurgica del clitoride".

La Dukureh è nata in Gambia, dove ha subito la mutilazione dei genitali quando era una bambina. Più tardi, divenne una celebre attivista contro le MGF e nel 2015 fu anche candidata a diventare "Woman of the Year" nel suo Paese.

"Due mesi fa, la sua lotta contro le MGF ha fatto sì che fosse approvato uno storico disegno di legge che vieta le MGF in Gambia", ha detto la Gary.

"Proprio durante le vacanze, mentre Jaha si stava riprendendo dall'intervento di ricostruzione del clitoride a cui si era sottoposta a San Francisco, ha ricevuto i documenti ufficiali da parte del governo del Gambia per la concessione di un terreno su cui costruire un centro medico per il trattamento delle MGF. Fu il presidente in persona a sceglierlo!".

La Gary ha spiegato che i volontari di Clitoraid - tra cui il capo chirurgo che ha operato Dukureh, la Dr.ssa Marci Bowers – sono entusiasti di questa nuova partnership.

"E’ una collaborazione umanitaria in grado di cambiare e salvare delle vite umane, essendo sostenuta dal governo del Gambia, e speriamo che ciò ispirerà il neo eletto presidente del Burkina Faso affinché il suo Ministro della Salute rilasci le autorizzazioni necessarie per l'apertura dell’ospedale di Clitoraid a Bobo Dioulasso", ha detto la Gary. "La nostra nuova struttura medica, all’avanguardia in questo campo, è rimasta chiusa per due anni, mentre migliaia di vittime di MGF aspettano disperatamente questo intervento che può cambiare e salvare la loro vita".
dicembre 12 2015, Categorie: Misc
La Dr.ssa Marci Bowers, chirurgo volontario di Clitoraid, è stata la relatrice principale al “Walk to End FGM” tenutosi a Washington DC sabato 31 ottobre, ospite della Fondazione “Global Women PACE”. Nei passati otto anni, la Dr.ssa Bowers, rinomato chirurgo specializzato nel cambio di sesso a San Francisco, CA, è stata molto attiva nel ricostruire chirurgicamente il clitoride delle vittime di mutilazioni genitali femminili (MGF), sia negli Stati Uniti che in Burkina Faso, in Africa. Ecco il contenuto del suo intervento.

La fine delle mutilazioni genitali femminili nel corso della nostra vita.

Sono molto onorata di essere qui, oggi, in qualità di relatrice. Quando dico onorata, lo dico sinceramente poiché mi ritengo una profana, una spettatrice, una donna privilegiata, un chirurgo, un’attivista, una donna occidentale, caucasica ed educata. Eppure, mi avete invitata e io ne sono veramente onorata. Apprezzo straordinariamente la mia femminilità, perché se conoscete la mia storia personale saprete che me la sono dovuta sudare, e questo mi permette di affrontare il problema delle mutilazioni genitali femminili con una determinazione tutta speciale.

Come ginecologa e medico che ha trascorso gli ultimi venticinque anni nella cura della salute femminile, ho avuto la fortuna di aver acquisito ulteriori competenze chirurgiche che mi permettono di realizzare degli organi genitali sia per gli uomini che per le donne transgender.

Quando esercitavo nei pressi di San Francisco, eliminavamo e ricostruivamo letteralmente degli organi genitali per i transessuali. Non fu per me una sorpresa quando nel 2007 Nadine Gary, direttrice internazionale di Clitoraid, mi contattò per parlarmi di una tecnica ricostruttiva ideata ed eseguita a Parigi dal Dr. Pierre Foldes, allo scopo di ricostruire il clitoride e la sensazione a esso associata di quelle donne che hanno subito mutilazioni genitali. Non ebbi esitazioni a farlo.

Un’attivista dei diritti civili, Rosa Parks, disse: "Non abbiate mai paura di fare ciò che fate, se è giusto". Sapevo subito che era la cosa giusta da fare. Avevo sentito parlare delle minacce rivolte al Dr. Foldes, ma non avevo paura. Sentito di reazioni di scherno e scetticismo da parte dei colleghi, ma non m’importava .

Ero sicura che fosse importante restituire l'opportunità di provare nuovamente del piacere alle donne vittime delle mutilazioni genitali.

Sapevo che le vittime di MGF non potevano essere felici, avendo una ridotta o addirittura totale assenza di piacere sessuale. Ho potuto constatare la misera condizione delle vittime che soffrivano di continui rapporti sessuali dolorosi, incapaci di provare il minimo piacere. Mi sono occupata delle complicazioni delle MGF: infezioni della vescica, cisti da ristagno di liquidi, travagli. A Parigi, incontrai una ragazza la cui sorella gemella mori a otto anni mentre, insieme, stavano subendo tale assurda pratica.

Sapevo delle bugie di coloro che praticano l’escissione, che economicamente ne beneficiano e sanno delle menzogne delle MGF, ma ironicamente continuano a farlo per nutrire le loro famiglie. Ho capito che la celebrazione delle MGF è un rituale, un evento che segna il passaggio alla maggiore età, una tradizione.

Ma ho anche compreso come il senso del piacere sessuale sia alla base dei sensi umani, tanto importante quanto la vista, l'odorato, l'udito, il gusto e il tatto. Immaginate se ci fosse un chirurgo che mettesse a punto un intervento per ripristinare la vista a un uomo cieco, o l'odorato di una ragazza che non ha mai annusato una rosa o l'aroma di una cipolla. Sono d'accordo nel ritenere che le mutilazioni genitali siano una violazione dei diritti umani.

Non c’erano dubbi, i diritti umani di queste donne e ragazze erano stati violati e continuavano a esserlo attraverso la pratica delle MGF.

Quando ho rivisto a Parigi il Dr. Foldes, il cosiddetto "clitoroplastico", per vederlo di persona durante un intervento, capii immediatamente che ciò era qualcosa di molto valido. L'intervento funzionò! Il clitoride non può infatti essere rimosso completamente attraverso le MGF. Mai. Perchéi? Perché il clitoride è molto più grande di quello che chiunque di noi aveva mai pensato, compreso noi ginecologi.

Una delle conseguenze delle MGF, fra le tante, è che il clitoride viene ricoperto da tessuto cicatriziale. Ma esso in realtà è molto grande, come un iceberg, ed è semplicemente nascosto sotto la cicatrice. Durante una ricostruzione, lo ritroviamo sempre. E’ sempre lì. Sempre.

Quindi, l'intervento chirurgico è finalizzato a estrarre ciò che resta del clitoride, a liberarlo dal tessuto cicatriziale e riportarlo in superficie. Poi, parlando con le donne che erano state operate dal Dr. Foldes e successivamente anche da me, mi hanno raccontato le sensazioni che provavano… laggiù. A volte erano spaventose. A volte sono emersi altri problemi. Di tanto in tanto, l'intervento non funzionava come previsto. Ma molte donne hanno testimoniato di aver provato un orgasmo per la prima volta nella loro vita. Dunque, l'intervento sostanzialmente funzionava. Non era qualcosa di perfetto, ma funzionava. C'erano dei rischi nell' operazione, ma funzionava.

Era così nella stragrande maggioranza dei casi. Nel 2013, il Dr. Foldes ha pubblicato il suo studio sulla rivista britannica Lancet e quasi 3000 donne hanno già usufruito della ricostruzione del clitoride. Questi numeri costituiscono la prova per la comunità scientifica che l'intervento è efficace. Inoltre, la chirurgia ricostruttiva che noi e altri nel mondo eseguiamo è del tutto gratuita. In molti casi, siamo anche in grado di ottenere una copertura assicurativa. L'intervento dona speranza alle vittime. Esse ritrovano il controllo della propria identità che sentivano perduta, su corpi che sembravano incompleti e relazioni che non potevano svilupparsi.

L'intervento però non può essere la risposta. Non dovrebbe esserlo. L' intervento non dovrebbe essere necessario. La chirurgia non può mai far recuperare pienamente ciò che è stato perso. Quindi, quello che spero di fare con queste poche parole, è di costruire un approccio, ispirare un progetto, stimolare ottimismo che si possa tradurre nella fine delle MGF nel corso delle nostre vite.

Ci credo veramente, grazie alle vittime che ora parlano, a coloro che praticavano l’escissione e che ora non lo fanno più, agli uomini che vogliono valorizzare la sessualità delle loro mogli e amanti, ai genitori che ora dicono di no, ai media e all'informazione che continuano a parlare delle nostre storie, nonostante alcuni editori si ostinino a vedere l'argomento come "troppo delicato", "troppo controverso", "troppo offensivo" o che semplicemente dicono "no". Grazie a tutto questo, ci stiamo avvicinando alla fine delle MGF.

Per questa ragione, e per molte altre, so che quello che sto facendo è giusto. Quello che tutti noi stiamo facendo qui, oggi, è giusto... questo è un incontro di persone incredibili... tutto questo è giusto.

Io non ho paura. Noi non abbiamo paura. Ci alziamo contro le MGF. Parliamo delle MGF. Così facendo, agiamo concretamente contro le MGF. Stiamo facendo ciò che è giusto.

Vorrei concludere dicendo che, andando avanti, per noi sarà necessario raccontare sempre più le nostre storie. La poetessa Maya Angelou ha scritto: "Non c'è più grande agonia di una storia mai raccontata, che ci teniamo dentro". Raccontate le vostre storie. Educate il mondo. Insegnate a quei medici che quando incontrano una vittima di MGF parlano ai loro colleghi come se si trattasse di qualcosa di raro, un animale da circo davanti al quale restare a bocca aperta. Insegnate loro che ci sono degli interventi chirurgici in grado di correggere questo problema e c’è la possibilità di essere formati per imparare a risolverlo.

Questi medici devono riconoscere la questione, essere educati a riguardo e affrontarla con risolutezza e calma.

In secondo luogo, abbiamo bisogno di parlare con i nostri genitori, i nostri parenti, qui e dove le MGF sono ancora praticate. Dobbiamo essere onesti circa le nostre esperienze, il nostro dolore, la nostra perdita, le nostre paure, in modo che lentamente, ma inesorabilmente, coloro che la praticano cesseranno di farlo. Rispettate la tradizione, ma rifiutare la pratica delle MGF.

Vi lascio con le parole di Eleanor Roosevelt, che una volta disse: "Devi fare la cosa che pensi sia impossibile fare".
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